The School Boy – William Blake – Traduzione e Analisi

Di seguito, andremo a tradurre e ad analizzare la poesia “The School Boy” di William Blake:

I love to rise in a summer morn,
When the birds sing on every tree;
The distant huntsman winds his horn,
And the skylark sings with me:
O what sweet company!

But to go to school in a summer morn,-
O it drives all joy way!
Under a cruel eye outworn,
The little ones spend the day
In sighing and dismay.

Ah then at times I drooping sit,
And spend many an anxious hour;
Nor in my book can I take delight,
Nor sit in learning’s bower,
Worn through with dreary shower.

How can the bird that is born for joy
Sit in a cage and sing?
How can a child, when fears annoy,
But droop his tender wing,
And forget his youthful spring!

O father and mother if buds are nipped,
And blossoms blown away;
And if the tender plants are stripped
Of their joy in the springing day,
By sorrow and care’s dismay,-

How shall the summer arise in joy,
Or the summer fruits appear?
Or how shall we gather what griefs destroy,
Or bless the mellowing year,
When the blasts of winter appear?

 

 

TRADUZIONE

Amo alzarmi in una mattina d’estate,

quando gli uccelli cantano su ogni albero;

Il cacciatore lontano soffia nel suo corno,

e le allodole cantano con me:

oh che bella compagnia!

 

Ma andare a scuola in una mattina d’estate,

oh manda via tutta la gioia;

sotto uno sguardo cruento e logorante,

i bambini passano la loro giornata,

tra sospiri e sgomento.

 

Certe volte mi metto a sedere,

e passo molte ore ansiosamente;

ne nel mio libro posso trarre piacere,

ne sedendo nel pergolato dell’apprendimento,

mi logoro sotto una doccia sferzante.

 

Come può l’uccello che è nato per gioire

Stare in una gabbia e cantare?

Come può un bambino, quando la paura infastidisce,

Non calare la sua tenera ala,

E dimenticare la sua primavera giovanile!

 

Oh padre e madre se i germogli sono recisi,

e i fiori soffiati via;

e se le tenere piante vengono spogliate

della loro gioia nel giorno primaverile,

da tristezza e sgomento per la preoccupazione,

 

Come può l’estate giungere gioiosamente,

o i frutti estivi apparire?

O come possiamo raccogliere ciò che il dolore ha distrutto,

o benedire l’anno che matura,

quando le raffiche dell’inverno appaiono?

 

ANALISI

In questa poesia, William Blake esprime il suo dissenso verso la scuola contemporanea, che secondo lui reprimono la gioia della gioventù e conseguentemente rovinano l’” età matura” matura dei singoli individui, non permettendone la massima espressione.

La poesia è composta da sei stanze, nelle quali l’autore fa uso di rime baciate. La composizione inizia con “I”, che è una cosa assai comune nella letteratura romantica, ma in questo caso è riferita al carattere principale della poesia e non all’autore stesso.

Nella prima strofa, Blake illustra la piacevolezza nello svegliarsi in una giornata estiva, in cui il bel tempo mette di buon umore e la natura rallegra l’animo con i suoi suoni. Essa è tipica delle “Songs of innocence”: “Summer”, “Sky”, “Joy”, “Company”. Nella seconda stanza però, la visione cambia: viene accennata la figura dell’insegnante come una persona sadica e crudele. Nella terza stanza invece, viene marcato come non si possa trovare conforto nel proprio libro, all’interno di quello che dovrebbe essere il “porticato dell’apprendimento” (la scuola). Ci si imbatte in una metafora, “dreary shower”, una pioggia sferzante; questa paragona la situazione in cui si trova lo studente ad un getto d’acqua sferzante, continuo e fastidioso, quasi doloroso. Nella quarta strofa, Blake paragona lo studente ad un uccellino in gabbia: come potrà esprimersi realmente, se rinchiuso tra delle sbarre? Nella quinta e nella sesta strofa, invece, l’alunno è paragonato ad una pianta, i cui germogli vengono recisi, i fiori eliminati, private della “gioia primaverile”. Nell’ultima strofa Blake associa nuovamente la primavera alla gioventù, mentre l’autunno all’età matura e l’inverno alla vecchiaia. L’autore rimarca nuovamente le sue critiche a questo sistema scolastico che tende a opprimere gli studenti, rovinandone il futuro: danneggiandone la gioventù, non ne permettono l’espressione nell’età matura, e come se non bastasse ciò, risulta più evidente e tragico l’avvicinarsi della vecchiaia.